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Egregio Direttore,
a più di
un mese da quel giorno di neve nel quale pareva essersi collassata la
città, desidero inviarLe alcune personali considerazioni.
In quell'occasione ci fu un evidentissimo tentativo di rimpallarsi la
responsabilità sull'accaduto: da una parte i cittadini prigionieri
nelle loro auto, inferociti con i vigili che si erano resi praticamente
invisibili; poi l'AGAC accusato di aver fallito la pulitora delle strade;
l'ATC che diceva più di così che si può fare; il
sindaco che diceva colpa dei cittadini. E così via in questo
spettacolo sconcertante. Ma stamattina la neve non c'era, eppure la
tangenziale era bloccata in più punti.
E l'autostrada non ne parliamo, ormai sembra un fiume sempre in piena.
E alla sera la circonvallazione è una lenta processione. E incidenti,
e morti. Allora io penso che il problema di quel giorno non fosse la
neve, perchè- diciamolo, dai - non siamo mica sullo Stelvio,
una nevicata così non può fare tutto quel danno. Penso
invece che poco prima di Natale la gente fosse tanta, e che vedendo
quattro fiocchi di neve tutti abbiano pensato la stessa cosa: andiamo
in macchina. E siano tutti montati su nello stesso momento. Tutto qui.
Forse il sig. Sindaco ha per una volta intuito vagamente la vera ragione,
ma l'ha detto nel modo e nel tempo sbagliato. Ci son troppe auto. L'Italia
ha 33 milioni di auto circolanti, come la Francia.
Ma la Francia è grande il doppio, e ha il doppio di strade. Provate
ad andarci. Ma in Italia non si può pensare di risolvere il problema
dell'auto sempre e solo con l'auto. Non si può pensare di raddoppiare,
triplicare le strade, fare tangenziali, poi tangenziali di tangenziali
e così via. Prima o poi si collassa tutti. Eppure guai a chi
tocca l'auto, bene primario. E' causa di 9000 morti l'anno, tre volte
le Twin Towers: pensate al costo per la comunità, e concentratevi
un attimo sulla generale indifferenza al problema, ben più devastante
del peggiore attacco terroristico della storia. Oggi, invece, le targhe
alterne mandano nel pallone la metà sfortunata del mondo automobilistico,
che si accorge solo adesso di quanto siano importanti i mezzi pubblici
(soprattutto quando non ci sono, magari bloccati in modo geniale da
un tempestivo sciopero): ma domani toccherà agli altri, e chi
se ne frega. Eppure qualcosa di diverso si può fare: non le famose
rotatorie (tra l'altro: vengono realizzate con un'analisi preventiva
dei flussi di traffico? non sorge il dubbio che più il flusso
è elevato, più la rotatoria debba essere ampia?).
No, io credo che si debba ormai pensare a mezzi diversi di trasporto
delle persone, adottando in primo luogo nei centri urbani soluzioni
innovative e tecnologicamente avanzate, come già è stato
fatto in diverse città del mondo e non da ieri. Ad esempio mezzi
posti in altezza su rotaie o su fune, decisamente meno costosi di una
metropolitana, veicolati da computer e non da persone che fanno giusti
scioperi. Si vedano su internet i numerosi siti dedicati a queste soluzioni.
E sotto, biciclette e giardini. No auto e sempre e solo auto. Ma questa
è decisamente un'altra storia, e siamo pronti a darci stoicamente
appuntamento alla prossima nevicata o alle pagine della sua impietosa,
puntuale cronaca nera, Signor Direttore.
La ringrazio per l'attenzione.
Eugenio_Bolondi@hotmail.com

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